Fin da quando ho iniziato a lavorare su Office 365, anzi ancor prima su BPOS (Microsoft Business Productivity Online Services), uno degli argomenti su cui mi sono concentrato è quello della governance.
Del resto, anche per i vecchi sistemisti, abituati -più o meno- ad avere sotto controllo i propri server on-premises, il passaggio al cloud poteva apparire un illusorio… “ora sul cloud non mi dovrò più occupare di manutenere i servizi di posta, di condivisione dei file…”.
Chiaramente la transizione verso Microsoft 365 ha aiutato tantissimo le operations, ma ha spinto verso almeno tre effetti collaterali:
- rilassamento di governance, ed oggi stiamo per pagare il conto di costosi storage impazziti e oversharing (reso ancora più palese da Copilot) e di servizi Pay-As-You-Go che rendono complicatissimo stimare i costi di esercizio;
- default-settings mania, ossia: lasciamo tutto configurato come di default, senza preoccuparci del fatto che quelle configurazioni siano le più adatte ai bisogni della nostra organizzazione;
- pigrizia di formazione, con architetti, sistemisti e responsabili di governance che sempre meno studiano e si preparano sulle nuove funzionalità rilasciate su Microsoft 365 e sugli impatti delle scelte di adozione.
Per festeggiare i 20 anni di premiazioni del Microsoft MVP Award, ho quindi pensato di scrivere un whitepaper sulla governance dei contenuti di Microsoft 365, sintetizzando un po’ della letteratura disponibile, un po’ dell’esperienza dei nostri specialisti e provando a mettere nero su bianco una buona parte delle indicazioni descritte nelle numerose sessioni sulla SharePoint e Microsoft 365 governance che ho avuto occasione di raccontare sui palchi di tante conferenze negli ultimi decenni.
Buona lettura!
