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Il Disegno di Legge sull’Intelligenza Artificiale (DDL AI): cosa prevede e perché è importante

2–3 minuti

Nel 2025, l’Italia ha compiuto un passo storico verso la regolamentazione dell’intelligenza artificiale con l’approvazione alla Camera del Disegno di Legge n. 1146/2024 (ora alla terza lettura in Senato). Il disegno di legge è noto come DDL AI.
Questo provvedimento mira a garantire un uso responsabile, trasparente e sicuro dell’AI, in linea con il Regolamento europeo AI Act.

Struttura del DDL AI

Il testo è composto da 28 articoli suddivisi in 5 capi principali:
1. Principi e finalità
2. Disposizioni di settore
3. Strategia nazionale e governance
4. Tutela degli utenti e diritto d’autore
5. Disposizioni penali

Principi fondamentali

  • Antropocentrismo: l’AI deve servire l’uomo, non sostituirlo.
  • Trasparenza e responsabilità: ogni sistema AI deve essere chiaro, spiegabile e sicuro.
  • Tutela dei diritti: protezione della privacy, non discriminazione, parità di genere, sostenibilità.
  • Cybersicurezza: condizione essenziale per l’adozione dell’AI.

Giustizia e PA

  • Divieto di giustizia predittiva: ogni decisione resta riservata al magistrato.
  • AI come supporto, non sostituto: nella PA e nel sistema giudiziario, l’AI può aiutare ma non decidere.
  • Competenza giurisdizionale specializzata: le cause legate all’IA saranno trattate da tribunali dedicati.

Sanità e lavoro

  • L’AI può supportare diagnosi e cure, ma la decisione finale spetta sempre al medico.
  • I cittadini devono essere informati se viene usata AI.
  • Nasce un Osservatorio nazionale sull’AI nel lavoro per monitorare impatti e promuovere formazione.

Contenuti generati da AI

  • Obbligo di etichettatura visibile (“AI”) per contenuti audio, video, testuali generati artificialmente.
  • Nuovo reato: illecita diffusione di contenuti manipolati con AI, punibile fino a 5 anni di reclusione.

Diritto d’autore

  • Le opere create con AI sono tutelate solo se frutto del lavoro intellettuale umano.
  • È consentito l’uso dell’AI per estrarre contenuti da fonti legittimamente accessibili.

Governance e investimenti

Le autorità nazionali sono:

  • AgID (Agenzia per l’Italia Digitale)
  • ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale)
  • Previsto un fondo da 1 miliardo di euro per investimenti in AI, cybersicurezza e tecnologie abilitanti.

Criticità

Esclusioni per sicurezza nazionale: AI usata da forze armate, intelligence e polizia non è soggetta alla legge.

  • Server nazionali: inizialmente previsto obbligo di localizzazione in Italia, poi rimosso per evitare problemi con software comuni (es. Outlook, Copilot).
  • Scraping non regolato: la legge tutela le opere AI, ma non protegge i creativi dal prelievo dei loro contenuti.

Il disegno di legge presentato dal Governo ha incontrato anche il parziale supporto delle opposizioni, che tuttavia ne hanno criticato alcuni aspetti, chiedendo interventi migliorativi:

  • Maggiore trasparenza e inclusività;
  • Investimenti pubblici reali;
  • Tutela effettiva dei diritti digitali;
  • Un approccio meno sbilanciato verso la sicurezza e più orientato alla giustizia sociale e all’innovazione etica.

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