Nel 2025, l’intelligenza artificiale non è più una novità da laboratorio o un esperimento da startup. È diventata una forza trasformativa che sta ridefinendo il modo in cui lavoriamo, prendiamo decisioni e costruiamo il futuro delle organizzazioni. Il report “AI at Work 2025” di Globalization Partners (G-P) offre uno sguardo approfondito su come l’AI stia evolvendo da semplice chatbot a infrastruttura strategica per il business globale.
Il report è il risultato di un’indagine condotta intervistando 2850 executives, in US, Germania, Singapore, Australia e Francia.

Adozione totale: L’AI è ovunque
Il report mostra un’adozione massiccia dell’AI: il 74% dei dirigenti la considera fondamentale per il successo aziendale, mentre il 91% sta già “scalando” le proprie iniziative AI. Solo l’1% dichiara di non utilizzarla affatto. L’AI è ormai integrata in ogni funzione aziendale: dalla customer experience alla gestione operativa, fino alla guida strategica.
Le tecnologie come i Large Language Models (LLM), le piattaforme AI-as-a-Service e gli strumenti user-friendly stanno democratizzando l’accesso all’AI, rendendola disponibile anche per le PMI. L’entusiasmo è palpabile, ma non mancano scetticismo e preoccupazioni legate a privacy, bias e governance.
Fiducia in crescita, ma con limiti
La fiducia nei confronti dell’AI è in aumento, soprattutto per attività come compliance, marketing e gestione del rischio. Tuttavia, solo il 3% dei dirigenti si fiderebbe dell’AI per prendere decisioni in totale autonomia. Le principali preoccupazioni riguardano:
- La qualità dei dati in input
- L’accuratezza e l’affidabilità degli output
- La conformità normativa e la protezione della privacy
Il 95% dei dirigenti ritiene che strumenti come ChatGPT, Copilot o Gemini siano più efficaci dei motori di ricerca tradizionali per ottenere informazioni e fare ricerca. Tuttavia, l’uso aziendale richiede standard elevati di sicurezza e conformità.
Governance e Formazione: L’AI sotto controllo
Il 92% delle aziende richiede un’approvazione formale per l’adozione di nuovi strumenti AI, ma il 35% dei leader ammette che li userebbe comunque anche senza autorizzazione. Questo evidenzia un divario tra governance e desiderio di innovazione.
Il 77% delle organizzazioni ha già avviato programmi di formazione sull’AI, ma l’uso di strumenti non autorizzati da parte dei dipendenti resta un rischio concreto. Come per la cybersecurity, è fondamentale educare i team a un uso consapevole e responsabile dell’AI.
Produttività: L’AI come motore di efficienza
Il 67% dei dirigenti preferirebbe aumentare la produttività del 50% con l’AI, anche a costo di ridurre il personale. Le aree con il maggiore potenziale includono:
- Automazione dei processi ripetitivi
- Analisi avanzata dei dati
- Gestione della compliance legale
L’AI non solo accelera i flussi di lavoro, ma consente anche di prendere decisioni più informate e tempestive. Tuttavia, è essenziale accompagnare questa trasformazione con una cultura aziendale che valorizzi la crescita e la riqualificazione delle persone.
HR: Da fanalino di coda a motore dell’innovazione
Il settore delle risorse umane, storicamente lento nell’adozione tecnologica, sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Il 90% dei professionisti HR prevede un aumento dell’uso dell’AI nel proprio lavoro nel corso dell’anno.
L’AI consente di:
- Automatizzare la gestione dei contratti globali
- Personalizzare la formazione e la gestione delle performance
- Migliorare l’engagement e l’esperienza dei dipendenti
Il risultato? Più tempo per attività strategiche ad alto impatto: cultura, innovazione, team ad alte prestazioni.
Dalla Gen AI alla Generazione AI
Il 91% dei dirigenti ritiene che limitarsi all’uso dei chatbot significhi perdere gran parte del potenziale dell’AI generativa. Stiamo entrando nell’era degli AI agent e dei colleghi AI, capaci di agire con sempre meno supervisione umana.
L’AI sta diventando un vero e proprio co-pilota del lavoro, capace di supportare decisioni complesse, automatizzare attività critiche e migliorare l’esperienza lavorativa quotidiana.
Il momento di agire è adesso
Il report “AI at Work 2025” lancia un messaggio chiaro: il futuro del lavoro è AI-driven. Le aziende che sapranno integrare l’intelligenza artificiale in modo strategico, etico e responsabile saranno quelle che guideranno l’innovazione nei prossimi anni.
Per i leader HR e business, l’imperativo è duplice:
- Abbracciare l’AI come leva di trasformazione
- Preparare le persone a convivere e collaborare con essa
Il futuro non è più una questione di “se”, ma di “come”. E il momento di iniziare è adesso.